Mi occupo di astrologia da più di tre decenni.
Secondo il mio modo di vedere, essa non è una scienza bensì un'arte. Interpretare il tema natale - carta d'identità astrale di ogni individuo - presuppone sensibilità estrema, oltre alla profonda conoscenza delle simbologie astrologiche, e non è un lavoro "meccanico" come moltissimi credono.

L'astrologia, è bene chiarirlo subito, non consente mai di fare previsioni assolute e precise. Tra le poche cose che accomunano lo scienziato all'astrologo, però, ci sono lo studio e la ricerca continua.
Non si finisce mai di apprendere ed applicare nuove intuizioni sul significato simbolico delle relazioni tra Segni, Case e Pianeti (e inoltre a punti virtuali ed altri corpi celesti).
Questo si ottiene sia studiando il tema natale di una persona, sia attraverso l'analisi dei transiti, sia con l'uso di altre tecniche (alcune descritte nella pagina "più in dettaglio"), rilevando ed interpretando i rapporti dinamici dei pianeti in relazione alla posizione dei medesimi al momento della nascita di una persona.

Tra le tante scuole di pensiero di questa millenaria disciplina, ho privilegiato l'astrologia psicologica e transpersonale sviluppata dal genio pionieristico di Dane Rudhyar (astrologo e compositore francese emigrato negli Stati Uniti all'inizio del Novecento) e l'ho integrata con lo studio dei più importanti e innovativi astrologi del ventesimo secolo: Marc Edmund Jones, André Barbault, Stephen Arroyo, Liz Greene, Alan Leo, Howard Sasportas, Hadès ed altri,
nonchè quelli più tradizionali, antichi o comunque più classici, come Tolomeo, William Lilly, Al Biruni, Sepharial, Charubel ed altri. Non ho tralasciato alcuni eminenti nomi contemporanei al nostro tempo come Robert Blaschke, Robert Hand, Tracy Marks, Kim Falconer.
Infine è necessario citare anche i principali astrologi italiani di cui ho letto le opere: l'indimenticabile Lisa Morpurgo (punta di diamante dell'astrologia italiana della seconda metà del '900), Ciro Discepolo, Linda Wolf, Carla Pretto.

L'astrologia psicologica e transpersonale, come dice il titolo di una pietra miliare letteraria di Rudhyar è centrata sulla persona, quindi pone in secondo piano gli accadimenti esterni all'uomo e si concentra primariamente sullo sviluppo delle potenzialità di cui egli può essere più o meno conscio.
Rudhyar fa costanti riferimenti all'insegnamento di Carl G. Jung, e lo integra in maniera geniale e coerente al suo pensiero astrologico, nonché alle più classiche dottrine di base provenienti da millenni di ricerca e cultura astrologica.

Dal momento che l'astrologia è anche fatta di numeri e calcoli, quindi è parzialmente scientifica (come la musica), grazie ai computer, ai data base delle effemeridi (posizioni planetarie celesti durante il corso del tempo) e ai programmi specifici comparsi negli ultimi anni, essa ha subìto un processo di velocizzazione nella raccolta dati, e oggi può fare uso di visualizzazioni grafiche interattive, utilissime al processo di analisi.
L'astrologo moderno non può prescindere dalla tecnologia che consente una mole enorme di calcoli, fino a pochi decenni fa da farsi a mano, ora invece a disponibilità immediata.

Avere più dati a disposizione velocemente non significa saper interpretare meglio un tema natale.
Però ciò significa poter verificare in tempi rapidissimi le posizioni planetarie passate e future; visualizzare graficamente decine di configurazioni chiave di ogni singolo tema natale che si possono essere presentate nel tempo passato o si presenteranno in futuro.

In definitiva, l'astrologia del 2010, finalmente affrancata dall'etichetta di scienza, può muoversi con disinvoltura nel nuovo millennio con un linguaggio che incorpori creatività, psicologia, fisica, saggezza antica, astronomia, intuito, geometria, informatica e soprattutto una visione olistica dell'uomo.




Nic Cosmo

Gennaio 2011

astro@niccosmo.org